Violenza sulle donne: noi non chiudiamo gli occhi

GC Toscana 26 gennaio 2012 0
Violenza sulle donne: noi non chiudiamo gli occhi

Violenza sulle donne: noi non chiudiamo gli occhi

Giovani Comunisti Toscana 26/01/2011

Rosetta, Grazyna, Antonella, Enza, Sharna, Stefania, Nunzia, Daniela, Fabiola, Lenuta, Jenny, Sara, Maura

13 nomi, 13 vittime. Questo è il numero delle donne uccise dall’inizio dell’anno. Una ogni due giorni. Un vero e proprio bollettino di guerra. Uccise con armi da fuoco, con percosse, strangolate, soffocate, gettate dalla finestra. Donne uccise da un uomo: marito, fidanzato, convivente, cliente, ex marito, ex fidanzato, padre, figlio o genero.

Non nascondiamoci dietro motivazioni apparentemente vere ma poco plausibili. Questi omicidi non si commettono per gelosia o follia o paura, hanno significati più profondi sono violenze di genere, ed è un fenomeno diffuso ma caduto nell’oblio. Ormai non si parla più nei media di stalking, argomento che andava tanto di moda fino a qualche mese fa, e come la storia ci insegna, appena cala l’attenzione su un argomento questo va alla deriva.

Si, perché la colpa è anche dei media, come del sistema in generale. Quando una donna viene uccisa non c’è soltanto un uomo che agisce, ma bensì un sistema culturale e sociale che appoggia questo genere di violenza: i media, che rappresentano la donna come oggetto ad uso e consumo dei desideri sessuali, e non solo, maschili; il sistema politico, che esclude o, peggio ancora, strumentalizza la politica femminile e così facendo trasmette quei stereotipi legati al genere, e il sistema economico, che contrasta il lavoro delle donne e quindi la loro libertà, obbligandole a rimanersene a casa a fare i lavori domestici, trasmettendo così un messaggio chiaro: la donna è la “serva” dell’uomo e della famiglia.

E’ vero che il 96% delle donne che subiscono abusi e violenze non li denunciano, ma è altresì interessante notare come in alcuni dei casi sopracitati, le donne avevano fatto un esposto alle forze dell’ordine che è rimasto inascoltato, forse per mancanza di risorse o forse perché non si reputano mai troppo gravi gesti di violenza contro il sesso femminile.

L’Italia è finita anche sotto esame dell’Onu per l’elevato numero di femminicidi. Oggi, a Roma, Rashida Manjoo, esperta indipendente incaricata dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite per il monitoraggio della violenza contro le donne nel mondo, illustrerà durante una conferenza stampa i primi risultati di un rapporto dove ha analizzato le cause e le conseguenze del fenomeno, investigando su tutte le forme di violenza: da quella domestica, alla violenza perpetrata o tollerata dallo Stato, la violenza in ambito transnazionale, la violenza contro i rifugiati, richiedenti asilo e le donne migranti. La missione dell’esperta è segno che non si tratta di esagerazioni femministe o di ossessioni, ma bensì di una realtà di fatto contro la quale risultano inefficienti le politiche e i programmi attuati dall’Italia.

Per questo accogliamo l’invito del Comitato “Se Non Ora Quando” a partecipare alle fiaccolate, che si terranno in tutta Italia, per ricordare Stefania e le altre vittime della violenza maschile.

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