Dall’assemblea alla piazza…per la scuola pubblica!
24 novembre 2010, Giovani Comunisti Pistoia
Si è svolta ieri, 25 novembre, a Pistoia, presso la sala del Circolo ARCI “G. Garibaldi”, la prima assemblea del mondo della scuola pubblica indetta quest’anno dai Giovani Comunisti.
Alcune decine di studenti, rappresentativi di diverse scuole della provincia, e docenti (fra cui segnaliamo la presenza di esponenti dei COBAS e del segretario della FLC-CGIL Pistoia), si sono confrontati sull’esigenza di costruire anche nella nostra città un avanzato movimento, di lotta e di massa, capace di far valere la sua contrarietà alle controriforme messe in campo dal ministro Gelmini e dal Governo.
Partendo dai dati sulla sicurezza di alcune scuole del territorio, raccolti in queste settimane dai Giovani Comunisti con la campagna “Cadiamo a pezzi”, si è riconosciuta l’esigenza di avviare sul tema un importante mobilitazione che individui le mancanze strutturali di molti istituti (e non solo del Classico, salito alla ribalta per le perdite delle tubature e il crollo di un pezzo di soffitto), al fine di costruire una piattaforma di rivendicazione che chieda al Governo nazionale i fondi necessari alla Provincia per avviare i lavori di prevenzione.
E’ indicativo, in questo senso, che proprio al termine della nostra assemblea si sia venuti a conoscenza, grazie ad un’agenzia di stampa, che dei 110milioni stanziati a livello nazionale per la sicurezza nelle scuole dal Governo (cifra che possiamo tranquillamente definire ridicola), solo 100mila € saranno destinati alle scuole superiori pistoiesi.
Martedì prossimo, intanto, come Giovani Comunisti saremo al fianco degli studenti del Liceo Classico che hanno indetto per quella giornata un corteo provinciale per la sicurezza nelle scuola, con concentramento in Piazza Mazzini, alle ore 8.30.
L’assemblea, al termine di numerosi interventi, si è conclusa con l’impegno di riconvocarsi al più presto per delineare un calendario di iniziative, di confronto (assemblee) e di lotta (presidi e manifestazioni), con l’intenzione di costruire una comune piattaforma politica che riunisca tutti i soggetti della provincia colpiti dai provvedimenti del Governo: studenti, docenti, lavoratori della scuola, genitori e, più in generale, un intero Paese che senza investimenti nel sapere e nella ricerca è destinato a sprofondare in una crisi sempre più profonda.













