Al centro il lavoro
Presenti 20 compagni, di cui 7 membri del Coordinamento, che hanno approvato all’unanimità il seguente documento
Coordinamento regionale Giovani Comunisti Toscana – 22/01/2012
Primo: il lavoro
Parliamo di economia e lavoro anche per dimostrare l’attualità del nostro essere comunisti. Il capitalismo è percepito a livello diffuso come un sistema iniquo, di cui è possibile tornare a ipotizzare il superamento, destrutturando la dogmatica “fine della storia” teorizzata dopo la caduta del Muro di Berlino. Il ruolo sempre più rilevante dei BRICS e la crisi strutturale che stiamo attraversando confermano la necessità di alternative capaci di partire dalla difesa degli interessi dei lavoratori.
Perché volantinare, partecipare a iniziative, organizzare Gruppi di Acquisto Popolare, aggiornare siti, condividere sulla propria bacheca Facebook il sito della nostra organizzazione? Le risposte che diamo agli altri e a noi stessi talvolta sfociano nell’etica, nella categoria del giusto, nella certezza che i comunisti sono necessari per cambiare. Niente di più falso, purtroppo.
Noi traiamo la ragione del nostro essere dall’iniquità dell’esistente, dal fatto che le forme di sfruttamento mutano ma non cessano di conservare profonda diseguaglianza tra chi detiene i mezzi di produzione (muovendo le leve decisionali) e chi si ritrova a dipendere nel proprio lavoro da altri, sia in forme di salariato dipendente, sia in forme atipiche, come nel caso delle false partite IVA.
Il mondo del lavoro muta, così come il sistema economico e la società. Questo interessa soprattutto le nuove generazioni che oggi vivono una scuola pubblica sempre più sotto attacco. Gli stessi che domani dovranno orientarsi in un sistema produttivo completamente mutato rispetto a quello dei nostri genitori.
Si tratta di tornare a essere capaci di comprendere i mutamenti intorno a noi per riuscire ad agire su di essi, sia ricostruendo una prospettiva di cambiamento (che sia altro rispetto al semplice “orizzonte socialista” astratto), sia con campagne quotidiane capaci di portare risultati concreti per quel pezzo di società che vogliamo difendere; studenti e lavoratori, uniti nella lotta, uniti da interessi comuni, che devono essere evidenziati, compresi e difesi con efficacia.
Per questo ci siamo riuniti la mattina del 22 gennaio, elaborando un piano di lavoro collettivo capace di portare avanti la formazione dei compagni e collegare alla teoria le pratiche (campagne politiche che saranno elaborate assieme al Partito e al Gruppo regionale). Si è scelto come primo obbiettivo quello di approfondire dettagliatamente le seguenti tematiche:
a) stage e tirocini: inserimento nel mondo del lavoro o nuove forme di sfruttamento?
- come funzionano i tirocini alle scuole superiori: finanziamenti, ore richieste agli studenti, effettiva utilità ed importanza per la formazione dello studente
- tirocini universitari: quali e quante facoltà li prevedono, finanziamenti, distinzione tra varie facoltà
b) forme di welfare connesse alle giovani generazioni
- proposta reddito minimo di inserimento
- proposta salario minimo garantito
- reddito di cittadinanza
- provenienza ammontare e utilizzo dei finanziamenti pubblici erogati alle imprese
- analisi delle politiche regionali in materia
Seguirà un documento specifico più dettagliato del responsabile Stefano Carlesi.
Il prossimo appuntamento è fissato per domenica 26 febbraio, presso i locali del PRC della Casa del Popolo il Progresso.
Altre campagne
- Il materiale per la campagna legata all’autodeterminazione delle donne è già online e scaricabile (clicca qui). Si chiede ai territori di comunicare con quali modalità hanno intenzione di portare avanti il lavoro. Il livello regionale organizzerà una conferenza stampa di lancio. Ci si organizza per arrivare all’8 marzo con un’iniziativa nel territorio di Arezzo, rispetto al tema ”dirsi femminista oggi: dalla difesa della 194 ad un nuovo diritto di maternita’” .
Il 9 marzo si lavorerà ad organizzare un’ulteriore iniziativa di carattere regionale nel territorio di Prato. - E’ convocato per domenica 12 febbraio, ore 15.30, l’attivo degli studenti medi dei Giovani Comunisti toscani, per definire come impostare il lavoro dell’organizzazione all’interno dei luoghi di studio e coordinare la militanza dei compagni. L’attivo si svolgerà presso i locali del PRC della Casa del Popolo il Progresso.
- Su sollecitazione di alcuni territori (Borgo San Lorenzo), l’organizzazione si impegna, attraverso i livelli provinciali disponibili, a riprendere la campagna Arancia MetalMeccanica, in sostegno alla vertenza dei comitati che chiedono verità sulla strage ferroviaria di Viareggio.
- Sabato 25 febbraio si svolgerà a Siena un’iniziativa su CasaPound. Nella stessa data e nella stessa città svolgeremo l’attivo regionale antifascista.
Politica internazionale
Con il popolo siriano, contro ogni ingerenza
Ordine del giorno approvato all’unanimità dal Coordinamento regionale dei Giovani Comunisti della Toscana 22/01/2012
In Medio Oriente diversi Paesi sono attraversati da cambiamenti, in maniera eterogenea e rispondendo a diverse logiche, come è normale quando si parla di situazioni peculiari, in termini sociali, geografici e storici. Non ci lasceremo ingannare dalle semplificazioni mediatiche che comportano un appiattimento analitico utile alle mistificazioni con cui si sono giustificati i bombardamenti di Paesi come Libia, Iraq e Afghanistan (e ancora prima Jugoslavia).
Riconosciamo la gravità della fase, particolarmente problematica in Medio Oriente, dove Nato e Israele giocano un ruolo di destabilizzazione che rischia di fare esplodere conflitti incontrollabili (se non atomici).
Resta ferma la nostra contrarietà a qualsiasi ingerenza rispetto all’autodeterminazione dei popoli e al loro percorso di emancipazione, anche in maniera indiretta, attraverso la strumentalizzazioni di divisioni interne. A prescindere dal giudizio di merito sul governo baathista, non riteniamo accettabile un intervento esterno in territorio siriano, Paese oggi attraversato da tensioni interne fomentate da un conflitto tra interessi di altre nazioni, come dimostra la spaccatura della Lega Araba.
Auspichiamo che si possa creare un livello internazionale dove le potenze emergenti, a partire dai Brics, riescano a affermare il ruolo della diplomazia e della pace in sostituzione alle guerre imperialiste.








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